Vengono così ridefiniti i fabbisogni di medici specialisti da formare nel triennio 2020/2023: si tratta, in totale, di oltre 38.900 posti nelle Scuole, 13.000 in più rispetto al triennio precedente.

4 giugno 2021

“Soddisfazione per l’accordo, approvato ieri dalla Conferenza Stato-Regioni, per la ridefinizione dei fabbisogni di medici specialisti da formare nel triennio 2020/2023: si tratta, in totale, di oltre 38.900 posti nelle Scuole, 13.000 in più rispetto al triennio precedente. Ora occorre un colpo di reni, per mettere finalmente in atto quella riforma da tante parti auspicata, che a ogni laurea in Medicina faccia corrispondere, per legge, una borsa nelle Scuole o al Corso di Formazione per la Medicina Generale”.

A esprimere il sentire della Federazione degli Ordini dei Medici, la FNOMCeO, è stato, questa mattina, il suo Presidente, Filippo Anelli, in apertura del Comitato Centrale. Già nel pomeriggio di ieri Anelli aveva, in una riunione plenaria con i Sindacati medici, fatto alcune previsioni in merito alle cifre, poi confermate da una nota del Sottosegretario alla Salute Andrea Costa. L’accordo prevede la formazione per l’anno accademico 2020-21 di almeno 13.507 nuovi medici specializzati, di altri 13.311 per l’anno accademico 2021-22 e di altri 12.124 per l’anno accademico 2022-23.

Diamo atto al Governo, in particolare ai Ministri Roberto Speranza e Maria Cristina Messa, e alle Regioni di essersi spesi con lungimiranza per aumentare i posti nelle scuole, formando nuovi specialisti che andranno a corroborare il nostro Servizio Sanitario nazionale, portando risorse laddove servono e colmando le carenze messe impietosamente in luce dal Covid – spiega Anelli -. Questo aumento dei posti, da solo, non riuscirà tuttavia a risolvere il problema dell’imbuto formativo, creato e ampliato dalla discrepanza tra il numero dei laureati, in crescita, e la disponibilità, inferiore, dei contratti per le Scuole di Specializzazione e le borse per il Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale. Anche quest’anno, e quello dopo, e quello dopo ancora, un medico su quattro non riuscirà ad entrare, e andrà a ingrossare le file dei “camici grigi”, inoccupati, sottooccupati o disoccupati. E tutto ciò in un contesto che vede il picco della carenza di specialisti dovuta al pensionamento o comunque alla fuoriuscita dei colleghi dal Servizio Sanitario Nazionale. Carenza acuita dal Covid, che ha aumentato il fabbisogno di determinate figureSiamo inoltre preoccupati perché ancora non si parla del bando 2021/2024 per la Medicina Generale: non vorremmo che lo slittamento del concorso precedente facesse saltare il nuovo bando, perdendo di netto duemila futuri medici di medicina generale, in un sistema che già, in alcune zone, ne registra una drammatica scarsità”.

Come uscire dall’impasse? – si chiede Anelli -. La soluzione è quella che la FNOMCeO indica da anni: la corrispondenza uno a uno, fissata per legge, tra il numero delle lauree in Medicina e quello delle borse di specializzazione. È questo l’intervento risolutivo sia per azzerare l’imbuto formativo sia per colmare la carenza di specialisti e medici di famiglia: a ogni laureato in medicina deve corrispondere una borsa di specializzazione o per la medicina generale.   Un’idea, questa, che la FNOMCeO porta avanti da tempo con convinzione, che è stata anche al centro di una Mozione approvata da tutti i presidenti degli Ordini territoriali, riuniti nel Consiglio nazionale, nel 2018, e che ha trovato l’appoggio di tutti i Sindacati Medici, e dello stesso ministro Speranza. Ora è il momento di metterla in pratica, con un intervento normativo, e di dare un futuro ai nostri giovani e al nostro Servizio Sanitario Nazionale”. 

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