Ora è possibile recuperare con la ricongiunzione i contributi che giacciono nella Gestione separata Inps, come ad esempio quelli versati durante la specializzazione (dal 2006 in poi).

Questi contributi possono ora essere trasferiti all’Enpam e riuniti in un’unica gestione. In questo modo si ottiene una pensione unica e più coerente: i contributi trasferiti, infatti, sono valorizzati per la pensione con lo stesso metodo di calcolo usato nella gestione dove vengono ricongiunti, come cioè se fossero sempre stati lì.

Non esiste però una convenienza automatica: ogni situazione va valutata singolarmente.

I medici che con maggiore probabilità possono trarre vantaggio dalla ricongiunzione sono i convenzionati (come medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e specialisti ambulatoriali): la ricongiunzione avverrebbe sulla gestione previdenziale Enpam specifica della categoria di appartenenza. I liberi professionisti possono fare domanda di ricongiunzione sulla Quota A (e in quel caso l’anzianità varrebbe sulla Quota B).  Anche chi è attualmente dipendente può fare domanda: l’Inps in questo caso non manderà all’Enpam i contributi della gestione attiva (quella da dipendenti), ma solo quelli delle gestioni cessate (come, appunto, i contributi giacenti nella gestione separata Inps dai tempi della specializzazione).

Come funziona

Si può fare domanda in qualsiasi momento della carriera, a patto di non essere già titolare di una pensione.  Si possono ricongiungere contributi, che si trovano in gestioni o enti a cui non si versa più, su una gestione sulla quale, invece, si è contribuenti attivi al momento della domanda.

La ricongiunzione, come previsto dalla legge, è “onerosa”, ma può anche risultare a “costo zero” se coperta dai contributi e dalle altre somme che un ente previdenziale trasferisce all’altro. Il costo per la ricongiunzione aumenta con l’avvicinarsi dell’età pensionabile; quindi, in genere, è meglio fare domanda il prima possibile.

Presentare la domanda subito, infatti, consente di cristallizzare le condizioni economiche al momento della richiesta.

La domanda, inoltre, non è vincolante. L’Enpam, infatti, invia una proposta che mostra di quanto aumenterebbe la pensione futura, l’eventuale effetto positivo sull’anzianità contributiva (anche su altre gestioni), e il costo dell’operazione, sempreché sia previsto un esborso.

C'è da considerare che, dopo aver presentato domanda di ricongiunzione, bisogna attendere dieci anni prima di poterne fare un’altra, salvo casi particolari.  Un elemento che rende fondamentale valutare bene la scelta.