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Studio sullo stato vegetativo: impegno dell'Ordine di Lucca

L'Ordine dei Medici aderisce allo studio sulla condizione vegetativa dell'uomo

Società e Ambiente : Sanità

del 29/11/2009 di La redazione de <Lo Schermo” – Giornale multimediale

LUCCA, 26 novembre - La vicenda messa in evidenza dalle cronache in questi giorni relativa al caso di Ron Houben, da 23 anni ritenuto in condizione di “stato vegetativo persistente” e invece risultato ancora intellettualmente attivo, impone una riflessione attenta su questa condizione clinica che, con le metodiche comunemente usate in tali casi, presta il fianco ad errori diagnostici, non imputabili ai medici ma all’inadeguatezza degli strumenti impiegati per la valutazione. Errori che si aggirano intorno al 40%, secondo i dati della letteratura internazionale.

Tutto questo, come è ben comprensibile, ha pesanti ripercussioni sulla valutazione delle “direttive anticipate di trattamento” poiché potrebbero essere applicate in condizioni ritenute erroneamente di gravità, tali da poter essere considerate irreversibili.

Allo stato attuale esiste cioè il rischio, e il caso di Houben lo dimostra chiaramente, di sospendere trattamenti, assistenza ed alimentazione ad un essere umano che ancora possiede una attività intellettiva, anche se non la può manifestare.

Proprio per colmare le lacune nell’accuratezza diagnostica di queste alterazioni dello stato di coscienza, l’Ordine dei Medici della provincia di Lucca, nella persona del presidente Umberto Quiriconi, neurologo, coadiuvato dagli esperti neurologi professor Carlo Giraldi di Lucca e del dottor Gabriele Cipriani della Asl 12 Versilia, ha aderito all’iniziativa che coinvolgerà gli Ordini dei Medici di 14 province d’Italia, tesa a realizzare uno studio osservazionale sulla condizione dello stato vegetativo in modo da individuare strumenti idonei a garantire il più elevato grado di accuratezza nella diagnosi di profondità di tale condizione e quindi poter erogare l’assistenza più approfondita alle persone che si trovano in questo stato.