Luci e ombre della Sanità lucchese: parla il presidente dell'Ordine dei Medici
Attualità : Interviste Giornale multimediale <LO SCHERMO>
del 17/06/2008 di Emanuela Benvenuti
LUCCA - Si parla oggi, anche nella nostra città, di un forte disagio che sta sperimentando la classe medica e di una sanità lontana dai bisogni reali della gente. Quali sono i motivi? Per capire meglio quale sia la situazione ci siamo rivolti al presidente dell’Ordine dei Medici e Odontoiatri di Lucca, dottor Umberto Quiriconi .
Si parla tanto oggi di nuove professioni sanitarie, contestate per altro anche dalla Intersindacale medica lucchese. Di cosa si tratta? “Basta fare un esempio. La Regione Toscana, per snellire le attese sempre più lunghe ai pronto soccorso toscani ha pensato di adottare in Pronto Soccorso il protocollo operativo 'See and treat' che, sul modello anglo-americano, abilita l'infermiere a prendersi cura dei casi valutati come non urgenti, in genere codici bianchi. Ma su quest'ultimo punto la delibera della GRT (Giunta Regionale Toscana) n.958 pubblicata il 2 gennaio scorso si spinge molto oltre quando afferma che l’infermiere professionale può gestire ‘autonomamente tutte le procedure necessarie fino al loro termine’ come a dire che può sostituire, senza avere le stesse competenze, il medico. Quello che ritengo importante sottolineare è che per mancanza di risorse si vogliono attribuire incarichi a figure che non hanno la formazione professionale adeguata, senza negare il ruolo importante che gli infermieri svolgono nel loro servizio, attento, puntuale ed intelligente, ma con competenze complementari a quelle della classe medica”.
Ma le nuove professioni sanitarie previste sono molte di più… "Sì. Di fatto con il decreto 43 del 2006 si creano 22 nuove professioni sanitarie; questo decreto, ora decaduto, deve però essere rivisto perché non definisce il limite tra le nuove professioni sanitarie e la professione medica, ad esempio si vuole attribuire agli odontotecnici e agli ottici la qualifica di professionisti sanitari. Sono già operative, comunque, le disposizioni di legge che conferiscono alle ostetriche il monitoraggio della gravidanza fisiologica diagnosticata come tale dal ginecologo e che attribuiscono agli psicologi la possibilità di fare diagnosi di disturbo psichico (la diagnosi, almeno per ora, è atto esclusivamente medico”.
Un altro problema. Gli organici insufficienti sia negli ospedali che nei servizi dislocati sul territorio. "Il problema fondamentale è il sottofinanziamento della sanità. E questo causa inevitabili disservizi per il cittadino, in particolare lunghe liste di attesa soprattutto per gli esami radiologici e il problema è la mancanza di personale. Non solo. La carenza di organici comporta inevitabilmente ripercussioni pesanti sulla professionalità, con medici costretti a fare orari assurdi con la possibilità di errore dovuto a stanchezza . Aumenta quindi il rischio professionale”.
Veniamo al tema scottante del nuovo ospedale a Lucca. Cosa ne pensa? “Personalmente non ne vedo la reale necessità e comunque sono favorevole alla sua localizzazione a Campo di Marte. Credo infatti che sia più funzionale, oltre che più agevole, affiancare fisicamente una struttura per acuti a una di secondo livello per la cura dei pazienti cronici”.
E perché allora questa insistenza a volerlo collocare in un altro posto, invece di recuperare Campo di Marte? “A parte le varie motivazioni che non conosco, ma che posso intuire, si tratta della volontà della Regione di creare una nuova organizzazione della struttura ospedaliera con assistenza per intensità di cura e non più per reparti che richiederebbe un edificio ad hoc”.
Può spiegarci meglio? “Ci saranno due grandi reparti di medicina e chirurgia con consulenze specialistiche che dovranno seguire il paziente nei vari livelli di gravità: a partire dall’intensivo per passare al sub intensivo e all’ordinario fino alla dimissione. Tre sezioni che dovranno risultare modulari ed elastiche perché il numero dei posti letto all’interno di ciascuna di esse sarà soggetto a variazioni a seconda della necessità del momento”.
Una vera rivoluzione rispetto alle nostre vecchie abitudini… “ Si, e penso che, almeno in un primo momento, causerà disorientamento sia nei medici abituati da tanti anni ad una ormai consolidata ed efficace organizzazione lavorativa, quanto nei pazienti che temo avranno difficoltà ad orientarsi. Una volta di più la principale motivazione di tale rivoluzione appare il contenimento della spesa; una tale organizzazione necessita di meno personale e per di più c’è una cospicua riduzione dei posti letto”.
Tutto questo vorrà dire che per l’assistenza specialistica dovremo dipendere da Pisa? “Temo di sì, e come lucchese mi dispiace non poco perché non possiamo dimenticare che la nostra scuola medica ha solide tradizioni ed ancora annovera figure di spicco in varie specialità. Insomma, non ci mancano certo le eccellenze. E’ chiaro che l’Ordine si adopererà in ogni modo per far sì che la Sanità Lucchese venga salvaguardata”.
E la questione del territorio? “E’ indubbio che le attività sanitarie svolte nei distretti sono insufficienti. Inoltre le strutture di ricovero intermedio (ospedale di comunità e hospice), destinate ad accogliere i pazienti dimessi dall’ospedale e non ancora stabilizzati o i pazienti oncologici preterminali che non possono essere curati a domicilio, non sono ancora adeguate alle reali necessità e attualmente non hanno una dislocazione opportuna sul territorio. Sono importanti in questo settore massicci investimenti da parte dell’Azienda Sanitaria e della Regione che per ora sono assolutamente insufficienti. Come pure, del resto, la prospettata organizzazione del lavoro dei Medici di Medicina Generale in associazione nelle Unità di Cure Primarie che attualmente non ha ancora una normativa precisa né una adeguata copertura finanziaria”.
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