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MEDICI DI FAMIGLIA E DEL PRONTO SOCCORSO A CONFRONTO
Un gruppo di lavoro per trovare soluzioni ai problemi del Pronto Soccorso

Un dibattito acceso e costruttivo nei giorni scorsi nella sede  dell’Ordine dei Medici di Lucca. Si è infatti tenuta la  prima riunione del gruppo di lavoro tra medici di base e pronto soccorso dell’ospedale di Lucca con la supervisione del Presidente dell’Ordine dei Medici Umberto Quiriconi. Erano presenti ii medici: Marco Rossi ( Direttore del Dipartimento di Emergenza e Urgenza e del Pronto Soccorso di Lucca ) con delega  a  rappresentare anche il Direttore Sanitario Lisandro Fava, Torre e. Monachino (Medici di Medicina Generale) e Gravili,.Scanavacca e  Di Vito ( Medici del Pronto Soccorso di Lucca).
In questa prima seduta si è fatta un ampia analisi di una serie di criticità esistenti da diverso tempo a cui ha fatto seguito un dibattito costruttivo e ricco di idee  che ha portato ad identificare le seguenti tre priorità: gli accertamenti di radiologia tradizionale ed ecografia, le consulenze specialistiche e infine i posti letto dell’ospedale di comunità
Gli accertamenti diagnostici di urgenza presentano ancora serie  criticità anche se molto è stato fatto negli ultimi anni per favorire l’accesso diretto da parte del medico di Medicina Generale  alle prestazioni di radiologia tradizionale ( Rx torace, Rx colonna, Radiografie per trauma …) . rimangono comunque problemi aperti com lì’accesso diretto agli accertamenti di ecografia  addominale e di Ecodoppler  venoso degli arti inferiori in quelle situazioni cliniche definite di “urgenza”.  Le consulenze specialistiche trovano ancora oggi difficile accesso diretto del paziente inviato dal medico di Medico di Famiglia allo Specialista e   nella stragrande maggioranza dei casi le stesse  vengono fatte transitare dal  Pronto Soccorso. L’ospedale di comunità è  una problematica molto sentita sia dai Medici di Medicina Generale che dai Medici di Pronto Soccorso perché rappresenta l’unica risorsa per far fronte al nuovo modello sanitario di ospedale per acuti con il quale si chiede riduzione di posti letto e al contempo riduzione dei ricoveri e soprattutto dei ricoveri impropri.  Dalla discussione è emerso chiaramente che gli attuali posti letto di comunità sono insufficienti e troppo complesse le procedure di accettazione dei pazienti in tali struttura anche se viene riconosciuto l’alto impegno da parte dei referenti medici della zona distretto quando vengono attivati.
La discussione  si è poi spostata sulla necessità di una maggior raccordo con i Medici della Continuità Assistenziale che può essere ottenuta solamente  con programmi  formativi comuni e la stesura di  linee guida tra gli stessi  Medici di Famiglia e quelli dell’emergenza (Medici 118 e Pronto Soccorso)  in modo da arrivare a quella continuità assistenziale necessaria per una buona sanità.  Infine  i Medici di Famiglia hanno sollevato due questioni importanti: telemedicina come  refertazione a distanza di elettrocardiogrammi e  mini-laboratorio per un ristretto numero di esami, che se istituiti presso i loro ambulatori potrebbero decongestionare l’attività ospedaliera di quella  sempre più crescente domanda sanitaria pseudo urgente ma che necessita pur sempre di una minima diagnostica strumentale o di laboratorio. Dalla discussione è emerso che tutto questo potrà essere realizzato a condizione che siano destinate adeguate risorse finanziare e umane alle unità di cure primarie. I lavori della commissione continueranno nel mese di marzo.